Lunedì si è svolta la sedicesima lezione del master. Come
insegnante è tornata Barbara Nevosi, giovane giornalista della carta stampata.
Barbara ci ha spiegato un argomento che in apparenza può sembrare semplice ma
in realtà non lo è per niente: le interviste. La mole di lavoro richiesta per
realizzarne una non è sicuramente inferiore a quella per scrivere un articolo.
Prima di tutto bisogna arrivare al giorno fissato ben preparati sul personaggio
da intervistare, facendo una buona ricerca sul suo passato, le sue esperienze
lavorative. Se si intervista il rappresentante di un’azienda (anche di moda) è
necessario informarsi anche sul fatturato. Altro elemento fondamentale è
stabilire esattamente cosa si vuol tirare fuori dal personaggio, che notizie
far emergere. Non va dimenticato che nelle interviste il giornalista è, più che
mai, un tramite tra la persona e i lettori, quindi bisogna formulare domande
interessanti, non banali, che stuzzichino la curiosità dei lettori. Anche
l’atteggiamento è importante, bisogna trovare la giusta sintonia, mettersi nei
panni dell’intervistato e cercare il più possibile di far emergere il carisma
che trasmette dal contatto diretto. Un insegnamento interessamente che è stato
fatto a Barbara, e che lei poi ha passato a noi, è che “non ci sono mai domande
che non si possono fare, ma solo risposte che non si possono dare”, peculiarità
che ricorderò. Come negli articoli, anche nelle interviste l’attacco è molto
importante, deve essere forte, brioso, ma conciso e non deve svelare troppo gli
argomenti principali dell’intervista. Come ogni lezione, dopo la teoria si è
passati alla pratica.
Barbara ci ha mostrato alcune scene del film “Valentino: the last emperior” di Matt Tyrnauer, celebre film sulla vita privata e professionale del couturier, il nostro compito consisteva nel recepire prima di tutto l’atmosfera che si avverte stando a contatto con lo stilista, ed estrapolare delle domande che ipoteticamente faremo a Valentino, su qualsiasi argomento. La difficoltà consisteva nel trovare domande non ordinarie, nuove che magari nessuno ha mai chiesto e trovare quell’ingrediente che potesse rendere l’intervista originale. In alcuni caso le interviste “si fanno da sole”, come ha sottolineato Barbara, specialmente quando il personaggio è stimolante, in altri casi spetta alla bravura del giornaliste renderla tale.
Barbara ci ha mostrato alcune scene del film “Valentino: the last emperior” di Matt Tyrnauer, celebre film sulla vita privata e professionale del couturier, il nostro compito consisteva nel recepire prima di tutto l’atmosfera che si avverte stando a contatto con lo stilista, ed estrapolare delle domande che ipoteticamente faremo a Valentino, su qualsiasi argomento. La difficoltà consisteva nel trovare domande non ordinarie, nuove che magari nessuno ha mai chiesto e trovare quell’ingrediente che potesse rendere l’intervista originale. In alcuni caso le interviste “si fanno da sole”, come ha sottolineato Barbara, specialmente quando il personaggio è stimolante, in altri casi spetta alla bravura del giornaliste renderla tale.
Dopo Barbara Nevosi, abbiamo rivisto un altro insegnante:
Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni. Il signor Dominella ha
voluto prima di tutto leggere i lavori che ci aveva richiesto: la cartella
stampa sulla collezione primavera- estate 2013 di Gattinoni (avevamo visto con lui l’intero
video sulla sfilata), un comunicato stampa sul “Monti Dress”, l’abito manifesto
della collezione, un articolo sulla sfilata (seguendo lo stile di un noto
quotidiano) e un articolo su almeno un incontro dei quattro che si sono svolti
all’Auditorium Parco della Musica di Roma, tra note giornaliste del settore e i
direttori creativi di quattro maison italiane (l’evento si chiamava “La moda è
di moda”). Dopo alcune correzioni e suggerimenti, siamo passato ad un altro
argomento. Il Presidente di Gattinoni ci ha parlato della mostra inaugurata il
7 luglio al Mercato Traiano di Roma, tutta dedicata a Bianca Balti, top model
italiana riconosciuta a livello internazionale. Il signor Dominella ci ha
mostrato parecchio materiale sull’evento: la rassegna stampa, comunicati
stampa, un video introduttivo, il catalogo curato da llui stesso, e
specialmente il motivo per cui si è scelto di fare una mostra su un personaggio
esistente e all’apice del successo. Bianca Balti è sicuramente una modella
atipica nel panorama italiano, non incarna fisicamente la top model per
eccellenza ma trasmette una certa personalità e carisma che è impossibile non
notare. Inoltre Bianca rappresenta quello che è la moda, o meglio la
comunicazione della moda adesso: eclettica. Non ci sono solo le sfilate, ma servizi
fotografici, spot televisivi, cortometraggi. Bianca è perfetta in qualsiasi
parte, pur preservando molta umiltà e senza mai sottovalutare la sua
intelligenza. Anche per questo evento ci è stato richiesto di scrivere un
articolo sulla mostra e un altro articolo sul personaggio di Bianca, con riferimento
alle storiche modelle italiane e specialmente il percorso della maniquin nel
nostro paese per antonomasia. In teoria gli incontri con Stefano Dominella
dovevano concludersi con oggi, ma non è esclusa l’ipotesi di farne almeno un
altro. Evidentemente siamo risultate interessanti al nostro docente. J
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Biana Baltu for Dolce&Gabbana campaign |
thanks lidi!! I follow you back! :)
RispondiEliminagreat post :)
RispondiEliminawould you like to follow each other?
xx BBella
justyled.blogspot.com
sure bbella! love your blog! :)
Eliminauna buona serata per te...ciao
RispondiEliminaciao! grazie!! :)
Eliminaperfetto! grazie mille!! :)
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