mercoledì 10 ottobre 2012

MILAN FASHION WEEK #2

From Emporio Armani S.S. 2013
Altro post dedicato alla settimana della moda milanese. Alcuni dei designe selezionati sono da sempre considerati i “padroni di casa”. Re Giorgio per la linea Emporio Armani sceglie come protagonista i toni della sabbia e del ghiaccio, con capi basici, senza perdere di eleganza e iper femminili, rivestono il guardaroba della donna moderna dalla mattina alla sera. Blumarine sembra far uscire le sue creazione da un immaginario eden, le modelle sono eteree e gli abiti dai tessuti leggerei e svolazzanti, i toni vanno dal bianco ai pastello. Tutt’altra atmosfera per Dolce&Gabbana. I due stilisti, per la prossima estate, ci vestiranno con fantasie tipicamente marinare come le righe e varie fantasie multi- color dove la loro cultura siciliana è sempre molto evidente. Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, ha portato in scena una collezione che parla tanto di se, la sua mano è evidente nelle linee, nelle forme, nei tessuti e naturalmente nei colori. Tanto bianco e nero e materiali scintillanti per Roberto Cavalli che scopre la sua donna per far emergere il lato più sensuale. Prada non smentisce la sua filosofia e per la stagione calda sceglie colori invernali e capi importanti, in piena sintonia con la sua anima ribelle-chic. Salvatore Ferragamo ci propone stivali anche per l’estate ma dal piede aperto. I tessuti si alternano da quelli più leggeri a quelli più pesanti, tutti molto eleganti. I capi da giorno si presentano con tonalità chiare per poi scurirsi per la sera. Le modelle di Donatella Versace non perdono la loro classica pettinatura dai lunghi capelli lisci brillanti. I capi mettono in evidenza le gambe e si notano per le fantasie e i colori. Tutto il contrario di Trussardi che tende a coprire la sua donna con abiti over e colori scuri. Missoni amplia le sue fantasie, che prendono ampio spazio nei capi, pur rimando molto caratteristiche nello stile. Moschino ci riporta indietro di qualche anno, ci ricorda Twiggy, icona degli anni ’60 con gonne corte, colori shocking e capelli cotonati.
Difficile poter scegliere, vi chiederò qual è lo stile che preferite. 

lunedì 8 ottobre 2012

MILAN FASHION WEEK

From Alberta Ferretti S.S. 2013


È arrivato il momento di parlare ampliamente della settimana della moda milanese. Anche quest’anno gli stilisti che hanno mostrato le loro collezioni sono stati numerosi, tutti originali e molto riconoscibili. Come di consueto i grandi classici del Made in Italy italiano, si alternano ai nuovi emergenti. La creatività non smette mai di stupire. La ricerca dei materiali, il messaggio da comunicare, la filosofia da trasmettere: la moda italiana si conferma pioniera del buon stile, connubio di tradizione e innovazione. Queste le mie selezioni. 

sabato 6 ottobre 2012

CRISTIANO BURANI FASHION SHOW

La seconda sfilata alla quale ho assistito è quella di Cristiano Burani, sempre come “interna”, grazie allo stage presso il suo ufficio stampa. Ero ancora presa dall’incanto della prima quando la mia capa mi ha detto “Carlotta prendi tutte le tue cose e vai alla sfilata”, non mi sembrava vero di poter rivivere le emozioni della mattinata anche nel pomeriggio. Questa volta la situazione mi era un po’ più chiara e partivo più sicura sul da farsi. La sala la stessa della mattinata: Palazzo Clerici. Una volta arrivate in location ultime sistemazioni del momento: il welcome desk dell’ingresso, posizionare le cartelle stampa nelle postazioni, in sala le solite prove di luci e musica. I primi ad arrivare sono sempre i fotografi che si sistemano sicuri nella propria postazione. Manca ancora qualche minuto all’inizio della sfilata, quindi c’è il tempo per fare le interviste allo stilista. La prima in assoluto a volerlo sentire è Cinzia Malvini. Si avete capito bene, proprio lei. Cinzia Malvini la nota giornalista di moda e costume, nonché grandissima professionista del settore e da qualche anno anche conduttrice del programma di La7 M.O.D.A era proprio affianco a me che aspettava Cristiano Burani. Io ho evitato scene da fan stile quattordicenne (eh si la signora Malvini per me è un autentico idolo, la stimo tantissimo e riconosco la sua voce ovunque) solo perché non credevo fosse effettivamente lei, mi sembrava strano averla così vicino. Eh vabbè..certe cose sembrano davvero troppo belle per essere vere, eppure… Ripresa da questo delirio ritorno alle ultimissime questioni tecniche da definire. Entro un attimo nel back-stage per consegnare del materiale tecnico ed è tutto ordinatamente in disordine: alcune ragazze iniziano ad essere vestite, altre finiscono il trucco, lo stilista alle prese con le ultime interviste e gente che corre da una parte all’altra sicura delle proprie mansioni.
Tutto è pronto, si può iniziare. Io prendo posto nel mio angolo in fondo la sala ben sistemata per poter osservare la passerella ma anche tutta la sala. Le ragazze iniziano ad uscire una ad una con passo sinuoso ma non troppo sensuale. I vestiti sono vari nei: colori si va dal bianco al nero, dal lime all’ottanio. Vari nei materiali: dal tradizionale cotone al rivoluzionario PVC, senza tralasciare seta, tulle e pizzo. Lo stile una rivisitazione moderna degli anni ’40, con inserti geometrici, effetti trompe l’oeil e sovrapposizioni. La musica accompagna il passo delle modelle, ci porta dentro l’universo dello stilista per farci vivere il suo mondo. Sta volta avevo con me almeno il telefono e ho cercato di fare qualche foto, purtroppo non ero in una postazione buona per scattare, preferisco affidarmi alle foto ufficiali per farvi vedere meglio il lavoro dello stilista.
Finita la sfilata, le interviste continuano, sempre con la supervisione dell’ufficio stampa. Dopo di che si può tornare in ufficio per sbrigare tutto il lavoro post sfilata.
I miei compiti invece finiscono qui, le mie cape mi lasciano libera di poter tornare a casa. Dopo 10 giorni di duro lavoro, sempre di corsa da una parte all’altra, quasi non mi sembrava vero non solo finire puntuale secondo l’orario di lavoro, ma addirittura un’ora in anticipo! Lì per lì non sapevo che fare, ne ho approfittato per un giretto in centro, tra le viuzze del Duomo, godermi un po’ di sole che è una rarità a Milano e gustarmi un buon gelato in pieno relax dopo il super lavoro della fashion week.

mercoledì 3 ottobre 2012

MASSIMO REBECCHI FASHION SHOW

Prima di mostrarmi le mie selezioni degli stilisti che hanno sfilato a Milano, vorrei parlarvi di due in particolare: Massimo Rebecchi e Cristiano Burani. Il motivo? Perché sono le sfilate alle quali ho assistito di persona, e per la primissima volta in assoluto, “da interna”, cioè tramite l’ufficio stampa presso il quale faccio lo stage. Descrivere le mie sensazioni della giornata è impossibile, troppe per trasformarle in parole. Mi rendo perfettamente conto che nella vita ci sono emozioni ben più importanti, ma per me che ho sempre seguito i vari fashion shows dal web, dalla tv e dai giornali assistere finalmente ad uno è stato qualcosa di indescrivibile. Entrambe le sfilate si sono svolte nel caratteristico Palazzo Clerici, in pieno centro a Milano. La prima della giornata è stata quella di Massimo Rebecchi. La giornata non è iniziata benissimo, la solita pioggia settembrina che caratterizza la città si è fatta viva, un piccolo spaesamento per arrivare in un posto dove non ero mai stata e la corsa per arrivare in tempo. Fortunatamente sono riuscita ed essere puntuale e tra le prime dell’ufficio stampa ad arrivare. All’ingresso c’era già un po’ di gente, i vari steward e hostess presenti e i desk dell’accoglienza pronti. A poco a poco tutte le ragazze dell’ufficio sono arrivate e ognuna ha iniziato spontaneamente a occuparsi di qualcosa, come chi certe cose le ha fa da tanto tempo. Quando sono arrivate le cape dell’ufficio piccola riunione generale, si è fatto il punto della situazione e poi pronti per ripartire. Ci sono alcune cose da sistemare in sala, salgo ed entro nel mio sogno, le luci forti pronte a ad enfatizzare i vestiti, si regolarizzava la musica e i fotografi prendevano posto. Ad un certo punto tutti fermi, prove generali di catwalk: ad una ad una le ragazze escono dal backstage e seguono il percorso indicato dalla regista, alcune già truccate, altre con ancora i becchi nei capelli. Tutte molto alte e magrissime. Nel frattempo l’ora avanza, ci siamo quasi. Gli ospiti iniziano ad arrivare e vengono accolti dalle ragazze dell’ufficio, ci sono i vari giornalisti, buyers, celebrities, stylist, amici intimi dello stilista e poi vedo lui: Mario Boselli, il presidente della Camera Nazionale della Moda. Era la prima volta che lo vedevo dal vivo e potrete immaginare la mia espressione da ebete! Ma finalmente ci siamo, le luci si spengono per riaccendersi pronte ad assecondare i passi delle modelle. Le ragazze escono una ad una, secondo le indicazioni appena ricevute, si muovono a tempo di musica e il loro passo leggero ma sicuro fa risaltare gli abiti. La collezione per la prossima primavera- estate di Massimo Rebecchi è sublime. So che forse sono troppo di parte per poterne parlare, ma lo stilista ha creato dei capi molto originali “per una femminilità determinata e poliedrica”. I colori si alternano, si va dal total white, al menta, mentre per la sera blu e tonalità violacee. Purtroppo non avevo con me ne la macchina fotografica, ne il telefono. O meglio in realtà era tutto nella borsa ma non ho avuto modo di riprenderla prima dell’inizio della sfilata, quindi ho attinto dalle foto ufficiali.
 Il mio ruolo durante la sfilata è stato minimo. Mi hanno piazzato da una parte della sala, forse per la “paura” che possa commettere qualche errore, ma almeno ho avuto modo di vederla benissimo, senza perdermi neanche un passaggio. I miei occhi e la mia attenzione andavano ovunque: dalle ragazze sulla passerella, agli ospiti, a come si comportavano i giornalisti ai commenti delle celebrities presenti in sala. E sono stata folgorata per l’ennesima volta da quello che dovrebbe essere la moda: un sogno da indossare. Mi sembrava di stare nel paese dei balocchi: le luci, la musica, i colori e le fantasie degli abiti e i vari ospiti presenti.
Finita la sfilata le ragazze dell’ufficio si sono messe subito all’opera per i lavori del post sfilata, le varie interviste e saluti allo stilista, nonché le varie foto. Dopo di ché bisogna tornare subito in ufficio per continuare da lì. Ci sono tutte le redazioni da contattare, le foto e i video da mandare. Ed io che cercavo ancora di riprendermi. Nel prossimo post vi parlerò della sfilata alla quale ho assistito nel pomeriggio, Cristiano Burani.

lunedì 1 ottobre 2012

LONDON FASHION WEEK

From Acne S. E. 2013
Scusatemi tantissimo se tutti questi giorni sono stata assente dal blog, ma purtroppo ho avuto seri problemi con il mio computer che non mi hanno permesso di aggiornarlo quanto e specialmente quando avrei voluto. Fino a questo momento non mi aveva fermato niente, né la laurea, il lavoro stancante né i mille spostamenti che hanno caratterizzato la mia estate. Ma se il mio PC non mi “segue” aggiornare il blog diventa assolutamente impossibile. Ora però sono pronta per rimediare!
Dopo la fashion week di New York come di consueto si è svolta quella londinese. Anche nella capitale britannica sono stati tantissimi gli stilisti che hanno presentato le loro collezioni. Non solo i consueti padroni di casa, ma anche giovani designer che diventano sempre più noti. Ecco le mie scelte, fatte secondo ciò che più mi ha colpito.
Per Acne grande dominio del bianco, seppur spezzato con qualche accenno di colore. Ashish invece fa sfilare le sue modelle solo con sneackers e mixa lurex con lo sportwear. Lurex, ma sta volta anche in tinta unita per Buerberry Prorsum che sdogana un po’ il suo solito color sabbia per dar spazio al colore, senza tralasciare una nuova proposta di trench. Tutto il contrario di House of Holland che punta sulle fantasie floreali e dettagli geometrici. Julien Mcdonald porta in scena una pura femminilità, dove i colori pastello si alternano al più rigoroso nero. Matthew Williamson gioca con le sfumature di colore e le fantasie check. Tanto colore anche per il nostro moschino cheap and chic, dove le linee variano dal più elegante bon ton al più sbarazzino neo-hippie. Più rigore da parte di Paul Smith che punta su uno stile basico e linee rigorose. Stesso stile, ma con molta più vestibilità per Pringle of Scotland, che avrà fatto sicuramente contenta Kate Middleton per le sue apparizioni giornaliere. Quale stilista vi ha colpito di più?